Il Telescopio Nazionale Galileo (TNG) e il satellite Gaia. Crediti: Gaia: ESA/ATG medialab; background image: ESO/S. Brunier

Matteo Pinamonti

Un team internazionale guidato da Matteo Pinamonti  dell’Osservatorio Astrofisico di Torino ha caratterizzato Gaia-6 B, una rara nana bruna in orbita attorno alla stella HD 128717, grazie alla combinazione dei dati della missione Gaia e delle osservazioni del Telescopio Nazionale Galileo. L’oggetto, con una massa circa 20 volte quella di Giove, si distingue per un’orbita estremamente eccentrica e un periodo di circa 9,4 anni, tra i più estremi mai osservati per un corpo di questa classe.
Lo studio ha chiarito un’apparente discrepanza nella precedente soluzione orbitale di Gaia DR3, che aveva misurato un periodo molto più breve e un’orbita meno eccentrica, mostrando che essa deriva dalla difficoltà intrinseca nel ricostruire orbite con periodi più lunghi dell’intervallo temporale coperto dalle osservazioni. Grazie a un monitoraggio ad alta precisione con lo spettrografo HARPS-N, i ricercatori sono riusciti a vincolare in modo affidabile la forma e i parametri dell’orbita di Gaia-6 B, fornendo un quadro più completo del sistema.

I risultati aprono nuovi interrogativi sulla formazione degli oggetti al confine tra pianeti giganti e nane brune e sull’origine di orbite così estreme, ancora non del tutto spiegata. Lo studio evidenzia inoltre il valore della sinergia tra astrometria spaziale e osservazioni da terra, e il ruolo chiave delle future release di Gaia nel migliorare ulteriormente la comprensione di sistemi complessi come questo.

L’articolo è stato pubblicato su A&A.