di  Lucia Abbo e Gerardo Capobianco

Un gruppo di scienziati irlandesi e italiani sta analizzando i dati raccolti dopo il successo della loro missione per immortalare l’eclissi solare totale al largo della costa occidentale dell’Irlanda.

​Tredici tra membri dell’equipaggio e ricercatori sono partiti dalla base di Baldonnel (Dublino) a bordo dell’Airbus C295 dell’Irish Air Corps mercoledì 12 agosto alle ore 14:00 UTC. Durante il sorvolo dell’Oceano Atlantico, il team ha cercato un varco tra le nubi, individuandolo a circa 400 km a ovest di Galway, esattamente lungo la traiettoria dell’ombra della Luna.

Dopo oltre 4 ore di volo, l’aereo ha intersecato la fascia di totalità alle 18:08:16 UTC. I piloti hanno quindi eseguito una delicata manovra di posizionamento, inclinando l’aereo con uno specifico angolo di rollio (roll angle): questa manovra è stata fondamentale sia per orientare il telescopio verso il Sole, sia per mantenere fuori dalla linea di vista dello strumento le turbolenze generate dalla scia dell’ala e dai gas di scarico dei motori.

La missione prevedeva l’acquisizione di immagini ad alta risoluzione della corona solare durante l’eclissi attraverso uno speciale telescopio solare, E-CorMag, progettato e realizzato dall’INAF – Osservatorio Astrofisico di Torino. Lo strumento è stato puntato direttamente all’esterno attraverso uno speciale oblò dell’aeromobile (bubble window) in grado di aprirsi in volo, evitando così che il vetro introducesse distorsioni ottiche e polarimetriche.

«C’era un enorme banco di nubi lungo la costa occidentale e verso il mare aperto,» ha dichiarato Peter Gallagher, responsabile della sezione di astrofisica e direttore dell’Osservatorio di Dunsink presso il Dublin Institute for Advanced Studies (DIAS). «Siamo riusciti a individuare uno squarcio tra le nuvole largo un paio di centinaia di chilometri che coincideva esattamente con il passaggio dell’eclissi. Siamo stati davvero fortunati.»

Il team è riuscito a riprendere poco più di 2 minuti di eclissi totale: un tempo ideale per raccogliere tutti i dati scientifici previsti. Sebbene il nuovo Airbus C295 dell’Air Corps offra un ambiente di volo estremamente stabile, il puntamento di precisione da un aereo in movimento resta un’operazione estremamente critica.

A bordo del velivolo erano presenti i ricercatori Peter Gallagher e Laura Hayes (DIAS), Joe McCauley (Trinity College Dublin), Ciarán O’Callaghan (Technological University Dublin) e Gerardo Capobianco e Lucia Abbo (INAF – Osservatorio Astrofisico di Torino).

Uno degli obiettivi scientifici primari della missione è mappare la struttura del campo magnetico coronale, un elemento cruciale per comprendere la dinamica dell’atmosfera solare e studiare il problema del riscaldamento della corona solare.

Intervista di Gerardo Capobianco su media INAF