Telescopi

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Zeiss


Il telescopio Zeiss è un astrografo da 20 cm di diametro e 114 cm di lunghezza focale, che risale agli anni ’20. Ma negli anni ’60 l’obiettivo fotografico è stato sostituito con un quadrupletto (il precedente era un tripletto). La focale è stata scelta in modo che la scala sia esattamente di 2cm per grado e per corrispondere a quella del grande atlante visuale di Argelander. La caratteristica principale dello strumento, progettato per la regione azzurra dello spettro, è il grande campo corretto (fino a 4° dall’asse ottico). Lo strumento è stato usato principalmente per lo studio e la ricerca degli asteroidi fino alla metà degli anni ’80. Nonostante che la cupola che lo ospita abbia solo 5 metri di diametro, da allora in avanti è stato destinato alla didattica e alla divulgazione, utilizzando il cannocchiale-guida da 13 cm di diametro e cm 170 di focale.
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Riflettore Astrometrico Reosc


È lo strumento maggiore e più moderno di cui l’Osservatorio dispone, con uno specchio primaro di 105 cm di diametro e poco meno di 10 metri di distanza focale. Inaugurato nel 1974, è rimasto ininterrottamente in operazione con strumentazione tradizionale (camera fotografica, fotometro fotoelettrico) fino ai primi anni ’90. Nel 1994 fu messa in funzione una camera CCD, con un sensore EEV front illuminated da 1242 x 1152 pixels da 25 µ. Il criostato con il rivelatore già integrato e il software di controllo furono acquistati dalla Astromed di Cambridge (UK), mentre in Osservatorio furono progettate e costruite due altre sezioni: l’interfaccia telescopio comprensiva del gruppo ottico e movimentazione della telecamera di guida e il gruppo delle ruote portafiltri.


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Morais


Il rifrattore doppio fotografico e visuale Morais (dal nome dell’ingegnere ottico che progettò gli obiettivi) occupa la cupola costruita nel 1910-12 per il rifrattore Merz. Gli obiettivi (tripletti a spettro secondario ridotto) hanno un’apertura di 42 cm quello visuale e di 38 cm quello fotografico, con una focale di circa 7 metri per entrambi. Lo strumento ha subito varie ristrutturazioni nel corso del tempo, la configurazione attuale risale al 1982, quando fu installata una nuova montatura, per supportare i due tubi ottici paralleli. Il rifrattore fotografico fu largamente usato in passato per vari programmi di astrometria fotografica, mentre il rifrattore visuale, il maggiore esistente in Italia, fu usato per misure micrometriche di binarie visuali e come cannocchiale guida.
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Marcon


Il telescopio precedente a portare questo nome era un riflettore Cassegrain di 45 cm che è servito per molti anni per le osservazioni di binarie ad eclisse e di curve di luce di pianetini con il fotometro fotoelettrico di cui era dotato l’osservatorio. Nonostante la vicinanza della città di Torino, durante il periodo autunnale ed invernale il numero di notti utilizzabile per questo tipo di programmi era significativo (anche 40 - 50 per anno). Alla fine degli anni ’90 fu però deciso di sostituire il vecchio 45 cm con un nuovo telescopio Ritchey-Chrétien di 80 cm (il massimo che potesse contenere la cupola) utilizzabile sia per i programmi osservativi in corso sia per la didattica universitaria.